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WAXMAX

ABOUT US

Da un lato Milano, città del design e della moda, stimolante e faticosa, frenetica e rumorosa, bella nonostante tutto.

Dall’altro, l’Africa, colori di paesi misteriosi, profumi di spezie, vociare di donne nei mercati. Ritmi lenti e sensazioni forti.

Qui, linee pulite e meticolosità della sapiente realizzazione artigianale italiana.
Là, cultura africana del tessuto, ricca di storia, di simboli, di tradizione, di colore e di fantasie.

E’ questo Waxmax, voglia di mescolare stili e culture, evasione, curiosità, desiderio di valorizzare il saper fare delle donne, nel mondo. Un progetto che unisce design, lavoro manuale, etica ed eleganza.

Ogni collezione è unica, composta da una serie di pezzi limitati, dalle forme pulite e rigorose e dai colori decisi. L’incontro fra design e tradizione artigianale dà vita a oggetti contemporanei e insieme senza tempo.

Piccoli laboratori, cooperative e botteghe artigiane di lunga tradizione vengono coinvolti per creare abiti, accessori e complementi d’arredo utilizzando il tipico tessuto comunemente detto “tessuto africano”.

In particolare tutto l’abbigliamento WaxMax è prodotto nei laboratori di Cooperativa Alice, che opera all’interno delle carceri di San Vittore, Bollate, Opera e Monza, e di Sartoria San Vittore. Piccoli accessori vengono realizzati in collaborazione con associazioni che accompagnano i migranti nel loro percorso di integrazione sociale. Queste importanti collaborazioni rendono questo progetto un po’ speciale.

Italia e Africa si incontrano in WAXMAX, design e tradizione, etica ed estetica, stile urbano e colori esplosivi. Ogni oggetto racchiude una storia: quella di chi lo disegna, di chi lo realizza, del tessuto prescelto e infine di voi che lo scegliete.

“(…) Ho iniziato a frequentare l’isola di Boavista nel 1996, quando gli occidentali lì erano ancora davvero pochi. Mi colpì la potenza della natura, i colori degli abiti delle donne, l’assoluta semplicità del posto.
Ed è davanti a quel mare che ho immaginato WAXMAX, un progetto al femminile che, partendo dai coloratissimi tessuti africani Wax Print, puntasse a creare collaborazioni tra designer italiani e piccole realtà artigiane. (…) “
Elena Vida , ideatrice di WaxMax, intervistata da Sandra Bonzi su Repubblica, 30.11.2014.

 

WAXPRINT

L’African WAX Print Cotton, comunemente detto “tessuto africano”, è un tessuto in cotone stampato, di qualità superiore, che risale all’epoca dell’arrivo dei primi Europei in Africa Occidentale. Di origine indonesiana, è realizzato con la medesima tecnica a cera impiegata per i batik. E’ stato introdotto in Africa con il nome di Java a metà del XIX secolo dai soldati del Ghana, arruolati nell’esercito olandese sull’isola di Giava.

Nei tessuti Wax Print motivi, disegni e decori stampati sono sempre portatori di un messaggio: come in un quadro, la donna africana compone liberamente la sua tela che rispecchia umori, stati d’animo, bisogni, capricci o semplicemente la straordinaria capacità di ognuna di assemblare, con eleganza e originalità, fantasie e colori diversi. Tradizionalmente il tessuto viene venduto in pezze di 6 yarde (5,4 m) necessarie per la confezione dei caratteristici tre pezzi dell’abbigliamento: gonna, blusa e fascia per il trasporto dei lattanti.